Nuova stagione lirica al Teatro Crystal - Comune di Collecchio

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Nuova stagione lirica al Teatro Crystal

Nuova stagione lirica al Teatro Crystal

Grande ritorno per la stagione lirica collecchiese, un piccolo gioiello incastonato nel novembre del teatro Crystal con tre appuntamenti ad ingresso gratuito, scelti nell’ambito della migliore tradizione musicale del bel canto.

Al via sabato 9 novembre alle 21 con il classico de ‘La Cavalleria Rusticana’, notissima opera in un atto unico su libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci e musica di Pietro Mascagni.

L'azione si svolge il giorno di Pasqua in Sicilia, nella piazza nella quale si trovano una chiesa e l'osteria di Lucia.

Turiddu canta una serenata a Lola, della quale è perdutamente innamorato; prima di partire per il servizio militare le ha giurato amore eterno, ma la giovane durante la sua assenza ha sposato Alfio, il carrettiere.

Turiddu per vendicarsi inizia a corteggiare Santuzza, ma dopo averla sedotta la trascura.

Il giovane si aggira nei pressi della casa di Alfio che spesso assente non si accorge di nulla.

Santuzza, angosciata e preoccupata, cerca Turiddu per parlargli e chiedere spiegazione del suo comportamento; entra allora nella casa di Lucia, madre del giovane e le confida quanto sta succedendo svelandole i suoi sentimenti e la sua disperazione: oramai è disonorata ed abbandonata.
Arriva Turiddu e i due discutono animatamente finché passa Lola che si sta recando alla messa di Pasqua sola perché il marito lavora. Le due donne si scambiano battute ironiche.

Poco dopo Lola è seguita da Turiddu, insensibile all'implorazione di Santuzza che gli augura la mala Pasqua e decide, vedendolo arrivare, di rivelare quanto succede ad Alfio.

Dopo la messa la piazza torna a popolarsi. Turiddu offre agli amici nell'osteria della madre Lucia un bicchiere di vino e ne offre uno anche ad Alfio che, sdegnato, nel rifiutarlo lo abbraccia e gli morde l'orecchio sfidandolo a duello.

Turiddu, che si finge ubriaco, rivolge commosse parole di saluto alla madre a cui affida Santuzza e va ad incontrare il rivale.

 

Il secondo appuntamento è per sabato 16 novembre, sempre alle 21: si tratta di ‘Suor Angelica’ opera lirica in un unico atto di Gioacchino Rossini su libretto di Giovacchino Forzano.

L'azione si svolge in un monastero, verso la fine del XVII secolo.

Suor Angelica da sette anni è in un monastero per volontà della sua aristocratica famiglia che l'ha costretta alla clausura per aver avuto un figlio al di fuori del matrimonio.

Nonostante la vita di preghiera non può però dimenticare il bambino avuto dall'illecita relazione che fu la causa del suo ritiro dal mondo.

Per sette anni ha atteso una visita e grande emozione suscita nella suora la notizia dell'imminente arrivo di sua Zia Principessa.

Ma la donna, divenuta amministratrice dei beni di famiglia dopo la morte dei genitori di Angelica, le chiede di firmare un atto di rinuncia al patrimonio, mentre implacabile le annuncia che il suo bambino è morto.

Disperata, Angelica decide di suicidarsi ingerendo un veleno distillato con i fiori raccolti nel giardino del convento.

In preda al rimorso per il peccato commesso, la suora invoca la Vergine che le appare circondata di luce e accompagnata da una musica celestiale.

In segno di perdono la Madonna sospinge un bimbo fra le braccia della morente.

 

Il terzo ed ultimo spettacolo in cartellone è per sabato 23 novembre, ancora alle 21: in scena ‘Tosca’, celeberrima opera lirica in tre atti di Giacomo Puccini, su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa tratta dal dramma omonimo di Victorien Sardou.

Angelotti console dell'ex Repubblica Romana è fuggito da Castel Sant'Angelo e si rifugia nella chiesa di Sant'Andrea della Valle, dove sua sorella la Marchesa Attavanti ha nascosto degli abiti femminili che gli permetteranno di passare inosservato. La donna è stata ritratta senza saperlo dal pittore Marcio Cavaradossi. Questi si accorge di Angelotti che conosce da tempo il quale gli rivela la propria situazione. Improvvisamente vengono interrotti dall'arrivo di Tosca, che, riconoscendo nel dipinto della Maddalena le fattezze della marchesa, fa una scenata di gelosia a Mario, che a fatica riesce a calmarla e congedarla. Angelotti esce dal suo nascondiglio e riprende il discorso con Mario che lo indirizza nella sua villa. Improvvisamente sopraggiunge Scarpia capo della polizia che sospetta fortemente di Mario. Per trovare Angelotti cerca di coinvolgere Tosca suscitando la sua morbosa gelosia. La donna credendo alle parole di Scarpia giura di trovarli. Scarpia la fa seguire. Mentre a Palazzo Farnese Scarpia sta cenando Spoletta, uno scagnozzo, gli conduce Mario che è stato arrestato. Questi si rifiuta di rivelare dov'è Angelotti e viene condotto in una stanza e torturato. Giunge Tosca che stremata dalle grida di Mario confessa il nascondiglio dell'evaso. Mario indignato che Tosca abbia parlato, cerca di scacciarla. Scarpia lo condanna a morte. Disperata Tosca vuole donarsi a Scarpia se egli acconsentirà di liberare Mario. Scarpia convoca Spoletta e con un cenno di intesa fa credere a Tosca che la fucilazione sarà simulata e i fucili caricati a salve. Mentre sta scrivendo il salvacondotto che li porterà fuori dallo Stato Pontificio, Tosca aggredisce Scarpia e lo pugnala.

All'alba sui bastioni di Castel Sant'Angelo, Mario è pronto a morire. Scrive un'ultima lettera d'amore a Tosca che nel frattempo arriva e spiega di aver ucciso Scarpia. Lo informa della fucilazione simulata e scherzando gli raccomanda di fingere bene la morte. Ma Mario viene fucilato per davvero e Tosca inseguita dai poliziotti, che hanno scoperto la morte di Scarpia, si getta dagli spalti del castello.



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