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I conigli del parco Nevicati

I conigli del parco Nevicati

COLLECCHIO, 30 MAGGIO 2018

Con una nota informativa, il dottor Lorenzo Fisogni, medico veterinario incaricato dal Comune di Collecchio della cura degli animali del parco ‘F. Nevicati’, chiarisce i dettagli di quanto occorso ai conigli deceduti.


LA MALATTIA

In base agli esami eseguiti presso l’Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell’Emilia Romagna, l'infezione è da ricondursi al virus della malattia emorragica del coniglio (RHDV) di tipo 2, patologia che colpisce esclusivamente conigli e lepri.

Tale ceppo, in particolare, presenta caratteristiche di morbillità (la diffusione di un virus nella specie colpita) e di mortalità statisticamente superiori al tipo 1.

L’infezione ha avuto un andamento iperacuto, ovvero dalla prima manifestazione dei sintomi alla morte il tempo trascorso è stato talmente breve che non tutti i soggetti hanno sviluppato le lesioni classiche previste nella loro totalità, così come ha evidenziato l'esame necroscopico.

Per la stessa ragione, il tasso di mortalità è stato quasi del 100% in ragione del fatto che il sistema immunitario non ha avuto il tempo di reagire ed immunizzare almeno una parte dei soggetti.


LE ATTIVITÀ

Ai primi segnali sono state subito attivate le autorità competenti, Istituto Zooprofilattico e ASL, di concerto con l'Amministrazione Comunale per avviare tutti i protocolli previsti dalla legge in materia.

Nello specifico, sono stati separati subito i soggetti che apparivano non in buone condizioni, provando terapie che purtroppo hanno potuto solo limitare al minimo la sofferenza degli animali, mentre quelli deceduti sono stati smaltiti secondo legge.

Nessuno dei soggetti analizzati presentava altre patologie, né sono stati rilevati altri batteri o virus, né parassiti endogeni od esogeni.


LA PROFILASSI

L’unica profilassi possibile è quella vaccinale, ma il vaccino per questo tipo è disponibile solo dalla fine dell’anno 2016, rendendo di fatto impossibile l'inoculazione in una colonia selvatica come quella presente al parco.

Abitualmente colonie di questo tipo non vengono vaccinate proprio per l'impossibilità tecnica della cattura per effettuare il vaccino e i richiami successivi che dovrebbero essere semestrali o annuali.

Si segnala, inoltre, che anche negli allevamenti dove il vaccino è stato usato, per i dati a nostra disposizione, la copertura è risultata piuttosto bassa, proprio in ragione delle caratteristiche del virus che non è stabile e tende a modificarsi.


Pubblicato il mercoledì 30 maggio 2018
Aggiornato il martedì 5 giugno 2018