Il territorio comunale di Collecchio, che comprende un capoluogo e sei frazioni per oltre 13 mila cittadini residenti, si estende ad 11 km sud-ovest di Parma in una splendida zona situata tra collina e pianura, dove si vive in un rapporto privilegiato con l’ambiente naturale circostante anche grazie alla presenza di due Parchi regionali “storici”: il Parco Regionale fluviale del Taro, su una superficie di 2600 ettari, ed il Parco Regionale dei Boschi di Carrega, con una superficie di 1270 ettari.
Tesori artistici e naturali sono la preziosa cornice della Collecchio di oggi, un centro urbano particolarmente attivo che si distingue in ambito economico, sociale e sportivo, capace di coniugare lo sviluppo con l’attenzione per la cultura e il territorio.Meritano una visita le presenze storico-artistiche conservate a partire dall’epoca medioevale, quando Culliculum era possesso dei vescovi di Parma e tappa significativa lungo la strada Romea. Poco distante dall’antica chiesa, immersa nel verde rigoglioso del parco pubblico intitolato a Fortunato Nevicati e circondata da cedri secolari, sorge Villa Soragna, un suggestivo edificio del primo ‘800 con un grande salone centrale affrescato, che è stata acquistata nel ’63 dal Comune di Collecchio. Recentemente ristrutturata, la Villa è attualmente un centro culturale polivalente che offre servizi di informazione di respiro locale e nazionale e propone un fitto calendario di attività per gli oltre 20.000 visitatori annuali.
In qualità di importante polo industriale, Collecchio rappresenta un valido esempio di sviluppo sostenibile: la grande tradizione agroalimentare del territorio, sede di numerose piccole e medie aziende e di industrie di livello internazionale, non ha impedito infatti lo sviluppo di una efficace politica di tutela ambientale, presupposto indispensabile ad una produzione di qualità. In quest’area si collocano l'industria di trasformazione dei salumi, primo fra tutti il prosciutto di Parma, l'attività casearia che ha nel Parmigiano-Reggiano il top dei formaggi italiani e nella Parmalat, azienda leader del latte a lunga conservazione, ed ancora l'industria conserviera del pomodoro, che agli inizi del secondo decennio del Novecento poteva già contare una settantina di aziende attive nel territorio di Parma.